8 Art Project
Eight Art Project
 
Alberto Garutti

Nel 1996, Alberto Garutti realizza presso la Casa Masaccio, a San Giovanni Val D’Arno in Toscana, una serie di lampadine che si accendono e spengono al passaggio delle persone che abitano negli spazi adiacenti alla sala dove l’opera è dislocata. L’idea è di riuscire a interagire con l’esterno, con il “di fuori” che, tramite l’accendersi delle lampadine, entra in dialogo e diventa parte essenziale, seppure invisibile, dell’opera stessa. Pochi anni dopo, nel 2000, sempre in Toscana, a Peccioli, restaura un edifico abbandonato che rivestiva per gli abitanti un forte valore simbolico: si trattava del luogo dove si erano tenute in passato delle feste danzanti e dove molti di loro si erano incontrati e innamorati. In entrambi questi interventi l’artista si confronta con la tematica di “opera pubblica”; un argomento che da questo momento in poi assume per Garutti importanza primaria. Le installazioni che realizza alla Biennale di Istanbul (2001), al MAXXI di Roma (2009) e a Porta Nuova, Milano (2012), sono tutte caratterizzate da un rapporto determinato da una strategia d’insediamento attenta ai rapporti che si vengono a creare tra l’opera e l’ambiente sociale e territoriale in cui va a inserirsi. Una presenza, come dirà l’artista stesso, che non deve risultare invasiva ma “minima, sentimentale, economica, e priva di gerarchie”.

Photo © Agostino Osio, Alto Piano

Galbiate (Lecco), 1948
Vive e lavora a Milano

Mostre personali, collettive e progetti
Buchmann Galerie, Berlino (2015); Biennale Architettura, Venezia (2014, 2010); Edicola Notte, Roma (2013); PAC, Milano (2012); Aeroporto di Malpensa, Stazione Cadorna, Milano (2011); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2010); Fondazione Zegna, Trivero, Biella (2009); MAXXI, Roma (2009); Galleria Massimo Minini, Brescia (2008); GAMec, Bergamo (2004); La Biennale di Venezia (2003); Museion, Bolzano (2002).

cacorniani.genagricola.it

albertogarutti.it

 
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