8 Art Project
Eight Art Project
 
Le Hypothesis di Philippe Parreno all’Hangar Bicocca.

LA MOSTRA COME OMAGGIO, LA MOSTRA COME ESPERIENZA
Hypothesis, che il curatore Andrea Lissoni (Milano, 1970) ha regalato all’Hangar Bicocca poco prima di unirsi allo staff curatoriale della Tate Modern, infatti, è pensata come un percorso per celebrare la carriera di Parreno, ma anche e soprattutto per riflettere sui molteplici significati dello spazio espositivo. Ad esempio quello storico-artistico, attraverso la riproposizione di Set elements for Walkaround Time (1968), incisivo tentativo di dialogare con la celebre installazione dell’americano Jasper Johns (1930) e i maestri che hanno contribuito alla formazione dell’artista francese; quello museografico, attraverso un’esposizione che non va intesa come un’ordinata successione di opere d’arte, ma come un’installazione organica e aperta alle sollecitazioni dei visitatori; e, infine, quello tecnologico, considerate le notevoli competenze ingegneristiche coinvolte nella realizzazione di ogni frammento luminoso e musicale che anima la mostra.

LO SPAZIO ESPOSITIVO DIVENTA SOCIALE
Attraversando la navata dell’immenso Hangar Pirelli, in effetti non si può evitare di venire investiti dalle luci di Danny the Street (2006-2015) — il titolo si deve al personaggio creato da Grant Morrison e Brendan McCarthy per la DC Comics — monumentale installazione composta da diciannove Marquees di plexiglas e lampadine sospese a mezz’aria. Ispirate ai pannelli luminosi impiegati dai cinema fino agli anni ’50 per pubblicizzare la programmazione, lungo il percorso di Hypothesis, rivelano al visitatore che si muove nell’area sottostante la potenzialità di un evento. Quel che colpisce del lavoro di Andrea Lissoni è proprio la capacità di porgere al pubblico uno spazio che non è immobile, né rigidamente impostato in un crescendo cronologico, ma che appare mutevole e fluido come le luci e la musica che lo percorrono.

SUGGESTIONI MULTIDISCIPLINARI E COLLABORAZIONI
Another day with another sun (2014), frutto della collaborazione con il collega Liam Gillick (1964), è una sorta di sole artificiale, un potente fascio luminoso che da est a ovest scorre su due binari, illuminando lo spazio e ridefinendo gli elementi architettonici che lo compongono. La colonna sonora è invece affidata a due pianoforte Disklavier, che suonano in autonomia una partitura eseguita dal pianista Mikhail Rudy e composta dallo stesso Parreno con l’aiuto del musicista Nicolas Becker. Seguono, fra gli altri, i video Anywhere out of the World (2000), The Crowd (2015) e Marilyn (2012) frutto di periodi ed esperienze creative diversissime, ma ugualmente in grado di raccontare come per l’artista  francese la pratica dell’arte sia da intendersi come un lavoro di postproduzione, una necessità di dare alle immagini un nuovo significato narrativo: “Oggi non esistono più belle immagini, ma piuttosto catene di immagini. […] Con “catena” intendo una struttura dinamica che produce forme; pre-produzione, produzione, post-produzione: queste istanze narrative dipendono l’una dall’altra”.

In definitiva, Hypothesis è un racconto espositivo aperto, un percorso che si pone come una possibilità e non come una definizione univoca e conclusiva della carriera di Philippe Parreno; la forza del progetto resta senz’altro la scelta di non usare gli ampi spazi industriali come contenitori, ma come generatori di esperienze estetiche e sociali. L’Hangar Bicocca torna dunque a proporsi nella convincente veste sperimentale che aveva già caratterizzato le mostre di Tomás Saraceno e Cildo Meireles, offrendo al pubblico un’altra affascinante chiave di lettura della contemporaneità.

Elena Tettamanti

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Milano // fino al 14 febbraio 2016
Philippe Parreno. Hypothesis.
a cura di Andrea Lissoni

Fondazione Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, 20126 Milano
+39 02 66 11 15 73
www.hangarbicocca.org

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Photo credits:
1.2.3 Philippe Parreno, Danny The Street, 2015 (detail)
Exhibition view “Philippe Parreno H{N)Y PN(Y} OSIS”, Park Avenue Armory, New York Courtesy Pilar Corrias, Barbara Gladstone, Esther Schipper.
Photo : ©Andrea Rossetti

4. Philippe Parreno, The Crowd, 2015
Video still, video, 24’, col., sound © Philippe Parreno
Courtesy Pilar Corrias, Barbara Gladstone, and Esther Schipper.

Dicembre 2015
Elena Tettamanti

www.hangarbicocca.org

 
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